Non c’è niente da fare. Faccio molta fatica a capire come funziona WordPress.com. Almeno adesso ho capito la differenza tra .com e .org.

Il che non è male.

Ma non mi dilungo su questo. Adesso quello che voglio fare è scrivere, e farlo qui. Forse man mano che lo uso, imparerò.

Naturalmente voglio e devo scrivere di me. Di come sto, di quello che penso, di quello che faccio, di quello che non faccio e vorrei fare, di quello che sento e di come lo sento. Devo tornare a scrivere. Scrivere mi ha sempre aiutato a capire meglio me stessa, e anche il mondo intorno a me.

Adesso quello che più mi assilla è trovare una via di uscita da questa storia dell’università. Ho davanti a me due opzioni: tentare il tutto per tutto, fare l’ISEE, presentarlo insieme all’esposto, pagare quel che devo pagare e andare avanti. Ma andare avanti come? So che non sono in grado di organizzarmi e mettermi a studiare. Mi sono iscritta l’anno scorso, e ho chiesto le 150 ore, che mi sono state concesse: e lo scorso anno accademico, cioè il 2017/2018, ho frequentato un seminario per tre sabati che si è tenuto presso il carcere di Opera, tra aprile e maggio, ho avuto un incontro con il prof. Mingione e il suo assistente Paolo Borghi per accordarmi su come studiare e poi dare l’esame “Società Europee Comparate”, visto che ero l’unica persona che si era iscritta, e ho seguito il corso “La Programmazione sociale”, che si è tenuto più o meno tutto in inglese con il prof … di cui adesso mi sfugge il nome, un francese: eravamo in tre, il corso è stato abbastanza interessante, ma non sono riuscita a capire bene cosa avrei dovuto fare per l’esame. Cioè, avrei dovuto produrre una tesina scritta, ma non sono riuscita a comprendere come farla. E quindi non ho né studiato, né mi sono interessata per capire che cosa avrei dovuto fare, e appena ho potuto ho modificato il mio piano di studi, togliendo entrambi i corsi. Perché anche per quanto riguardava il corso Società Europee Comparate non avevo ben capito che cosa avrei dovuto scrivere e come. tra ottobre e novembre 2018 poi ho seguito il corso tenuto dalla prof.ssa Facchini, che fa parte del corso unico “welfare” tenuto sa da lei che dal prof Benassi. Ho frequentato, ho preso tanti appunti, avrei potuto dare l’esame subito dopo: mi ero anche iscritta, ma poi ho disdetto. Mi ero detta che l’avrei dato alla sessione successiva, a mezzo, poi però mi hanno rubato gli appunti, e io non avevo studiato i testi, e quindi non mi sono presentata. Anzi, ora ricordo: mi sono presentata alla fine del corso a fare l’esame, ma sono arrivata in ritardo di due ore (ma perché? questo non lo ricordo) e quando ho visto le domande mi sono resa conto che non ero in grado di rispondere perché non avevo studiato. E ho quindi rinunciato. La mia carriera universitaria è proseguita quest’anno: nel 2019 ho frequentato due corsi: diritto degli stranieri e Governance e sistemi locali di welfare. Frequentare è stato abbastanza interessante, anche se durante le lezioni del prof. Paolo Bonetti, il giovedì e il venerdì mattina e/o pomeriggio ho spesso dormito. Anche con il rpof. Emanuele Polizzi ho seguito abbastanza, capendo quasi tutto, ma di fatto non sarei in grado di sostenere l’esame. O anche se fossi in grado, non avrei la forza di mettermi a studiare, leggere e preparare la tesina sperimentale richiesta. Insomma. Un fallimento totale.

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