Sto scrivendo sul balcone, finalmentecon il tavolino, bellissimo, con le sue due sedie, pure bellissime. Il tavolino è rotondo, di ferro probabilmente, o almeno così dice Paolo. Me lo ha comprato lui. Insieme ai vasi da appendere alla ringhiera del balcone, e alle piante: un’azalea, un vaso di basilico, uno di rosmarino e una quarta pianta con i fiorellini rosa, piccola con le foglie larghe. E la terra, per trapiantarle domani. Il tavolino, dicevo, è rotondo, la superficie a mosaico, quadrati giallo senape la prima striscia, quadrati azzurro fumo la seconda, poi triangoli gialli, poi un cerchio blu all’interno del quale si sussegue una cornice di triangoli gialli, e in mezzo un cerchio blu completamente coperto da forme gialle trapezoidali. Le sedie, come il tavolo, sono di ferro nero, a parte il paggiaschiena, dove viene richiamato il cerco giallo e blu del tavolo. E’ bello, come dicevo. Della giusta misura. Ci si può scrivere con il laptop, e le sedie sono comode. Sul tavolino si può bere e mangiare, fare l’aperitivo o cenare.

Questa mattina yoga.

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