Oggi avrebbe dovuto essere il giorno in cui sarei dovuta tornare a lavorare. Ma a nulla è servito il mio (in)soddisfacente e (in)efficace e (in)efficiente super-io. Le parentesi, pur essendo un poco un vezzo stupido, stanno a significare che il mio super-io non sempre funziona così male, soprattutto quando si tratta di lavoro. Ma a tutto c’è un limite, e mi sa proprio di averlo raggiunto. La sveglia è suonata, e io mi sono alzata con l’oppressione già in petto. Una tonnellata di pietroni di oppressione, anzi: un pietrone di opprensione. Però mi sono comportata come se a tutti gli effetti oggi lunedì 26 agosto 2019 sarei effettivemente andata in ufficio. Ma la capitolazione era a un passo. Aggiungo, a conclusione di questo bel blocco: che sia chiaro che sono consapevole di essere mortale.

Facciamola breve, in ufficio non sono andata, e a dispetto di tutto devo dire che ho fatto bene. Però devo dire che dopo 26 anni di lavoro: 26, 24, 25, 27, più o meno: a volte sono di più, a volte sono di meno – io non vado in molti posti, per esempio, in Vietman, o in Australia, o a Zanzibar, o all’isola delle Canarie che si chiama Gran Canaria, o a Creta, o negli Stati Uniti d’America, solo per citarne alcuni (e molti altri verranno portati dal vento caldo di Facebook, oppure da quello nervoso e ardente di Instagram), non ci sono scuse per questo disdicevole comportamento dopo così tanti anni: non si rientra al lavoro, avendono la possibilità, di lunedì: mai!!! Diciamo comunque che la giornata di oggi con le sue onde metadoniche è servita a convincermi che fischia il vento urla la bufera scarpe rotte eppur bisogna andar a conquistare la rossa primavera.

Anche se da queste righe suddivise in blocchi sembrerebbe che io trascorra un infinita quantità di tempo a esplorare il mio ombelico, ciò non è propriamente vero: in realtà sono uno spirito inquieto.

Right: a last fag, and then I shall go to bed with the book I am presently reading: Sapiens. Da animali a déi. Breve storia dell’umanità. Di Yuval Noa Harari. Nuova edizione riveduta.

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