Ci sono dei momenti in cui, ancora, mi viene da piangere, ma poi li lascio andare, e nonostante sia tanto triste, non piango più e penso ad altro. Ci sono dei momenti in cui mi viene voglia di andare a comprare un mezzo grammo di cocaina, ma poi penso, a che pro: sono soldi buttati via, e certo non risolvono il mio problema. Non c’è niente da fare: lo so che ci sta provando, ma non gli riesce poi bene. non mi ama più, se mai mi ha amato. Sono un fastidio, una palla la piede, un vincolo. Forse cerca di non ammetterlo neanche a se stesso, perché in fondo è lui che, dopo avermi lasciato per un mese, ha voluto tornare insieme. Ma io non credo che sia cambiato qualcosa, anzi, probabilmente le cose sono peggiorate, e adesso proprio mi sopporta poco.

Ero quella che un paio di mesi fa, a Padova, ero asociale e stupidamente gelosa incapace di stare con gli altri. Adesso, circa due mesi dopo, inuma sabato e domenica a Milano, sono quella che è presuntuosa, che mi arrogo il diritto di conoscerlo. Sono quella cui dice, domani a mezzogiorno sono da te, come se non vedesse l’ora: quasi da arrivare in anticipo. E invece arriva all’una, e a mezzogiorno e mezza è ancora a casa sua. Sono quella con cui non dorme insieme, mai, pe run intero fine settimana non trova, non desidera, trascorrere con me un sola notte. Sono quella che non invita a casa sua per “delicatezza” nei confronti della sua (ex) moglie e dei suoi figli, dopo quasi 4 anni che stiamo insieme. Sono quella per cui non nutre questo desiderio. Sono quella per cui sono mesi che sta parlando con un avvocato per separarsi, ma sono anche quella che non ritiene abbastanza importante per mandare al diavolo sua moglie e fare ricorso per una separazione giudiziale. Sono quella a cui dice, almeno facesse qualche tentativo per riprovarci, per dirmi che mi ama ancora. Sono quella che per lui non soffre quando vive e sente e ascolta tutte queste cose.

Ecco: io sono quella.

La mia autostima, che già è piuttosto bassa, non trae giovamento da tutta questa svalutazione. E ieri, perché non avevo voglia di fare l’amore con lui, si è raffreddato come un ghiacciolo, nonostante l’assoluto negare. Ma non voglio essere la sua “tromabamica” preferita, oh no. E invece lui continua a considerarmi così, appena un po’ di più, perché facciamo altre cose oltre che scopare, cioè l’aperitivo, e ogni tanto un pranzo insieme da me di domenica, e a volte una cena di sabato o domenica (quando gli conviene, ovvio), e andiamo a sentire qualche conferenza a Bookcity insieme, come buoni amici. E in più quando ci (gli) viene voglia, pure scopiamo. Ma non sono la sua compagna, oh no. Non gli basto. Non sono abbastanza intelligente. O che so.

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