Il mio cuore si spezza a tratti. Si spezza perché Paolo mi manca, e perché ogni volta la fine si fa più vicina. Colpa mia, colpa sua, colpa di entrambi. Certo che le cose vanno bene per un poco poi qualcosa si rompe, e io comincio con le recriminazioni e lui mi risponde con il silenzio.

Le mie recriminazioni di ieri, tramite whatsapp: “Buongiorno, buon viaggio. Spero che il mal di schiena vada meglio.“. E lui risponde: “Un po’ meglio, grazie. Buona giornata anche a te”. Io: “The ice age. Cominciata ieri, prosegue anche oggi. In ice age pure io, nonostante a te non freghi poi particolarmente. Altri pensieri ti assillano. Ben più importanti.” Poi, sempre io, pochi minuti dopo: “Del resto è sempre e comunque una questione di priorità. E non fa bene per la mia autostima essere sempre l’ultima delle tue. Anzi, non sono nemmeno una priorità. Magari lo fossi. Non posso neanche concorrere. E non dirmi, ecco al solito“. E ancora, sempre io: “Fai come vuoi. Fai come ti viene. E stai con le persone della cui sensibilità ti importa davvero. Per delicatezza nei miei confronti non ti frega di fare proprio niente. Ciao ciao“.

Silenzio per tutto il giorno. Lui non risponde. Allora oggi ecco che riprendo: “Nonostante ormai sarai straconvinto che no no non andiamo proprio d’accordo, noi due… E che io, oltre che asociale, sono anche presuntuosa e richiedente, e ti tedio sempre, sempre con le solite, sciocche richieste… E tu hai sempre, sempre ragione, beh, buongiorno. Buona giornata, buon lavoro.” E poi, “Ah, sì, sono anche insensibile, perché non capisco, e in fondo cosa voglio da te. E leggermi, oh no! Non sia mai. Buongiorno lo stesso. Già trovata una trombamica di tuo gusto?” (emoji con la faccina che strizza l’occhio). A questo messaggio risponde: “Buongiorno. E Buona giornata anche a te, elisa. Straconvinto rende bene l’idea. Di te ho un’idea molto molto migliore di quella che dipingi tu. Ma è inutile che te lo dica. La tua autostima è quel che è, non sarò io a cambiarla. In ogni caso, buongiorno.“Rispondo: “La mia autostima è quel che è. Ma a infilare il palo, girarlo e infilarci dentro i pensieri più sprezzanti, tu non hai un piccolissimo ruolo, sai, visto quel che io penso di te”.

Infine, un lungo mio monologo, lasciato senza risposta:”Ah, straconvinto rende l’idea? ma grazie. Oh grazie. Sono sicura che con Edwige (x fare un nome a caso) andrai molto più d’accordo. Oppure con Lucia, visto che per delicatezza nei suoi confronti sei disposto a fare tutto quello che ti chiede. Sì sì, in ogni caso buongiorno E spero che la schiena ti faccia meno male, e che l’ansia (per il lavoro naturalmente) ti stia lasciando in pace. La persona con cui non vai affatto d’accordo perché non ti capisce, perché sta male a essere sempre ultima nei tuoi delicati pensieri, ti ringrazia, ti saluta. Ok. Stra stra stra convinta pure io. Almeno su questo siamo d’accordo. Saluti e baci. E stra stra stra stufa di essere trattata come uno straccio per la polvere, pure poco intelligente e arguto. Un oggetto usa&getta. E un’ultima cosa, e poi tacerò per sempre. Pensa che quando scrivevi, vorrei essere nel letto insieme a te, amarti e accarezzarti e starti addosso, io ci credevo. E poi domenica mattina, invece di arrivare alle nove o alle dieci, ti sei messo in moto a mezzogiorno e mezza. Che sciocca, che ingenua a crederti. E ora taccio“.

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