Ho cominciato tempo fa, forse tre settimane fa, scrivendo dei cosiddetti buoni propositi, e non perché si stava avvicinando il nuovo anno, o meglio, il fatto dell’avvicinarsi dell’anno nuovo è stato lo spunto iniziale, che poi ho ridefinito e limato: questa pagina di diario è stata finora, e probabilmente continuerà a essere per un pezzo, una continua bozza, che non voglio pubblicare fino a che non mi pare davvero completa.

Intanto, voglio mettere in chiaro che non sono dentro il pensiero dei “buoni propositi per l’anno nuovo“. Piuttosto: ho bisogno di pormi degli obiettivi verso cui puntare, provando e riprovando a farlo nonostante gli inevitabili fallimenti, qualora dovessero esserci. E’ tempo per me di ritrovare un rapporto con la “norma” interiore, e il motivo è che se non lo faccio, sento che la mia vita andrà sgretolandosi piano piano, e piano piano diventerà un nulla fatto di autocommiserazione, e disprezzo per me stessa. Tutte cose che non vanno bene.

IL PRIMO PROPOSITO: non salterò mai più una classe di yoga a meno che cause di vera forza maggiore non mi costringano a farlo.

Intanto un aggiornamento sul primo proposito: sta andando bene. Da quando ho preso la decisione, sono sempre andata a lezione.

IL SECONDO PROPOSITO: questo secondo proposito riguarda l’alimentazione. Ci ho pensato tanto, perché non mi sento prontissima. Ma devo incominciare. Cosa significa? Significa che devo perdere circa una decina di chili, più o meno, e per farlo devo controllare quanto e come mangio e bevo. Forse la domanda che viene spontanea è: perché? sei forse così sovrappeso da avere dei problemi di salute? No. Però sento che peso troppo per la mia capacità di muovermi con l’agilità necessaria. Certo, è vero: ho avuto in passato problemi legati all’alimentazione: in adolescenza, e a volte anche in età adulta: ho sofferto di binge eating. Non sono anoressica, né bulimica. A volte sono arrivata a perdere molto peso, soprattutto intorno ai trenta e poi ai quaranta anni. Per una persona della mia altezza e della mia corporatura, 1 metro e 63 centimetri, con una corporatura nella norma, arrivare a pesare 49 chili vuol dire essere eccessivamente magra, con le conseguenza del caso, come per esempio la sparizione del ciclo mestruale. Gradualmente questa condizione di magrezza eccessiva è sempre comunque sparita, per assestarsi su un peso più nella norma, tipo 54/55 chili. Adesso però per un motivo o per l’altro, ho raggiunto quasi i ? chili. Parte di questo cambiamento è sicuramente dovuto all’età, alla premenopausa, o alla menopausa vera e propria, piuttosto che all’assunzione di metadone, però c’è anche l’eccessiva assunzione di cibo e il bere alcol, non in modo smodato, ma certamente quotidianamente. Inoltre, talvolta, sono soggetta ancora ad attacchi di binge eating, che significa che compro molto cibo (spesso dolci o formaggi), e ne mangio in quantità eccessiva. Ora, la mia età, le mie condizioni fisiche, il mio stato di salute mentale, sconsigliano questo: è davvero necessario che io cominci a mangiare in modo salutare e moderato, con un occhio alla bilancia, senza però farne un’ossessione. Non voglio, né sarebbe una buona cosa, pesare 49 chili: ma tornare a pesare 54/55 chili sì. Questo, per quel che mi riguarda, significa mangiare meno e meglio, senza però soffrire o affamarmi. Ne ho bisogno: sia per una questione di salute fisica, ma anche per il mio benessere mentale.

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