Ho incominciato questo nuovo anno sentendomi molto felice. Non felice scema. Felice e basta. Felice perché riposata, felice perché in qualche modo un poco più tranquilla rispetto ai miei soliti tormenti. Insomma, era andato tutto bene. Il 2019 era finito bene, il 2020 stava cominciando bene. I propositi, quei propositi di cui avevo cominciato a scrivere settimane prima della fine dell’anno, erano vivi in me: e, contrariamente alle mie pessime abitudini, stavo tenendo, anzi, mi stavo attenendo, ma non come un dovere, ma con gioia. Mi sentivo forte, forte e felice come raramente lo sono stata nella mia vita.

Poi è successo che tutto è andato a puttane.

E’ successo che lunedì 13 gennaio Paolo e io …

Ma oggi è passato ancora del tempo. Oggi è il 31 gennaio. E se io sono qui vuol dire che le cose stanno migliorando. Questo pomeriggio alle sei comunque avevo appuntamento con Vito e sono arrivata proprio in tempo alla fine, partendo da R 14 alle cinque e mezza, cioè timbratura alle 17,20 più o meno. Ma lasciando la bici alla fine di via L e poi aspettando l’autobus, entravo al Servizio TD alle 18,01. Quindi decisamente …

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