Scrivere è pensare. Pensare è scrivere. Sono molto d’accordo con un pezzo pubblicato su una delle newsletters (“doppio zero”) che seguo, dove si sottolinea il fatto che il pensiero ha i suoi tempi, e certamente l’immediatezza non è il tempo del pensiero. Le intuizioni possono essere veloci, lampi che esplodono in testa, e che a volte riesco ad afferrare. Poi però devo tornare su di esse, per elaborarle e trasformarle in pensieri.

Ora, certamente non penso che questa del Sara-Cov-2 sia una montatura. Ma la gestione della rappresentazione, e di conseguenza delle misure da adottare per ostacolarne la diffusione fra le persone più a rischio sono state – continuo a pensare – un grande, cosmico, errore. Cosmico perchè mondiale, la pandemia della stupidità del #iorestoacasa ha contagiato la magggioranza, che come sempre, mi vien da dire, ha eseguito gli ordini e ha passivamente chinato la testa di fronte alle misure adottate, senza discuterle, senza ribellarsi, e così siamo tutti rimasti a casa, benché senza capire bene perchè. Almeno: io non ho capito bene perchè.

Non ho capito perchè il posto dove lavoro ha chiuso a doppia mandata le porte: se non per consentire alle madri di rimanere a casa con i figli in età scolare. Lavorare nel pubblico impiego, almeno in certi comparti, vuol dire lavorare con centinaia di migliaia di madri che dovevano stare a casa a badare ai figlioletti a loro volta a casa da scuola. Erano a casa anche i padri, ma non sia mai che le madri si fidino della capacità d accudimento dei padri. Quindi tutti a casa, asserragliati dentro a doppia mandata. Ma io, senza figli in età scolare da accudire, perchè sono stata costretta a stare a casa. Perchè lavorare da remoto? Quando invece l’ufficio avrebbe potuto, e dovuto, rimanere aperto, con la possibilità di funzionare, se non a pieno regime, almeno a regime ridotto. Non ho capito, non capisco, nè mai capirò. Anzi: a dir la verità spero un giorno di capire. E spero, un giorno, di poter dire, ma guarda un po’, avevo proprio sbagliato.

Tutti a casa, tutti chiusi dentro casa: tutti con la paura nel cuore. Una paura irragionevole, irrazionale, paranoica e stupida. Una paura incomprensibile. E, come scrivevo poco sopra, così sia disperata sia sciocca, da vergognarsi, da vergognarsi di fare parte di questa umanità schiava e servile.

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